martedì 14 febbraio 2012

LA FORZA DEL MOSCERINO

Sara la formica e le sue sorelle tornavano a casa dopo una lunga  giornata di lavoro. Sara spingeva un chicco di grano, Mara una briciola di pane e  Lara, la più forte, una spiga d’orzo tutta intera.  Arrivarono all’entrata del formicaio, ma lí trovarono una sorpresa:  l’ingresso era ostruito da una pietra grigia, enorme e liscia. Sara girò intorno al grande sasso per cercare un buchetto da cui entrare, ma fu tutto inutile: non c’era nemmeno un passaggio piccolo piccolo! La  pietra copriva perfettamente l’entrata.   Le tre sorelle si misero a spingere la pietra con tutte le loro forze, ma il  sasso non si spostò nemmeno di un pochino cosí.  Spinsero da destra, da sinistra, da dietro, da davanti, di lato, di traverso…  Ma la pietra liscia era troppo pesante e non si mosse di un millimetro.  Le formiche erano sudate e stanche, mentre l’entrata della loro casa era  sempre chiusa. In quel momento un ronzio leggero fece alzare la testa alle 16 tre sorelle. Era un moscerino, che si fermò proprio in cima al sasso.  “Posso aiutarvi?” chiese.  “Non credo” rispose Sara. “Se non riusciamo a spostare questo  sasso noi tre robuste formiche, non vedo che cosa potrebbe fare    un esserino  deboluccio come te!” . Il moscerino sorrise: “Be,  per esempio, potrei dire alla chiocciola di   svegliarsi e spostarsi da qui!” Poi si posò sul sasso liscio e chiamò ad alta   voce: “Chiocciola! Chiocciola, svegliati! Stai dormendo sul formicaio delle  mie amiche formiche!” . A quelle parole, dal sasso (che non era un sasso) uscirono un lungo collo   e un paio di occhietti ancora addormentati.   “Perdonatemi!” si scusò la chiocciola sbadigliando. “Non me n’ero  accorta! Me ne vado subito!” . Così  dicendo, si mosse e con calma spostò il suo guscio e liberò  l’ingresso del formicaio.
 (Tratto e adattato da: “La forza del moscerino”, in Stefano Bordiglioni, Un attimo prima di dormire,Einaudi Ragazzi, Torino, 2004.

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